Recensione di Emanuele Bellato da IL POPOLO VENETO

Nicastro Marco 500Recensione di Emanuele Bellato da IL POPOLO VENETO

Il buio e la luce”, la nuova raccolta del poeta padovano Marco Nicastro

Questa raccolta di versi di Marco Nicastro segue nel contenuto una parabola ascendente, dichiarata nel titolo (Il buio e la luce) e resa evidente dalla divisione delle poesie in due sezioni: Oscurità e luce.
La prima parte è di carattere più nettamente introspettivo, con spunti religiosi e metafisici. È una poesia del dover essere. La seconda parte, più lunga della prima, è meno tormentata, più eterogenea, a volte anche fisica, e comprende qualche verso d’amore più convenzionale. Dal non-essere della prima parte della raccolta passiamo all’essere della seconda e ci troviamo qualche volta perfino in riva al mare, sul nostro bel Mediterraneo soleggiato, sulla sabbia, e col poeta c’è una donna.”
Già in questi pochi tratti tracciati da Lorenzo Renzi nella prefazione al nuovo libro del poeta padovano Marco Nicastro,  Il buio e la luce (Aljon editrice, 2016), si riesce ad avere un’idea chiara sui contenuti. Il libro, tra l’altro, è stato inserito nella collana di poesia “L’agave”, diretta dallo scrittore Bonifacio Vincenzi.
Marco Nicastro (1979), è psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Vive e lavora a Padova dove si occupa di psicoterapia dell’adolescente e dell’adulto in contesti pubblici e privati. Ha pubblicato la raccolta di versi Trasparenze (Oedipus, 2013) e in ambito clinico, il diario Pensieri psicoanalitici (Arpanet, 2013). Sue poesie sonos tate pubblicate su Italian Poetry Review (IX, 2014). Collabora con le riviste culturali Haeccitasweb, Kasparhauser Psychiatryonline.
Ma lo scatto che porta Nicastro a riflettere sulla vita, sulla morte, sul destino gli agevola il discutere dentro di sé tutte le possibilità, confrontando le varie soluzioni, le varie domande, le varie risposte, sempre in vista di una verità che si trasforma, confonde, mettendo tutto in discussione:
“Mi accosto a te nella luce e divampo;/giungi ogni volta come un’alba/ e levighi l’inettitudine alla vita./Mi ritrovo in epoche remote/ già sazio d’esistere/ a contare i giri a vuoto delle ore/a coltivare deserti di pazienza./Ma tu dimmi: quando scandiamo i minuti/ in parossistica tensione/ si ha più ansia di vivere o di morire?”
La poesia di Nicastro, alla fine, cammina con il poeta, con i suoi dubbie e le sue certezze, lungo il buio e la luce di ogni giorno, ogni notte, coltivando la pazienza e ricapitolando costantemente la propria esistenza.