La forza e il rigore comunicativo della poesia di Marco Nicastro

Nicastro Marco 500La forza e il rigore comunicativo della poesia di Marco Nicastro
dalla GAZZETTA DI NAPOLI
In questo suo costante itinerario poetico Marco Nicastro ha sempre scavato dentro di sé  per cercare di scoprire il senso della vita. Nel suo linguaggio fatto di  immagini, di colori, di moduli e forme espressive intesi strutturalmente come teoremi, segmenti, ricordi, ha chiesto costantemente alla parola forza e rigore comunicativo.
Edificato su questa sua coerenza ci sembra anche questa sua ultima silloge Il buio e la luce, edita da Aljon Editrice e inserita nella collana di poesia  “L’Agave”, diretta da Bonifacio Vincenzi.
La raccolta è divisa in due sezioni: Oscurità e Luce.
Lorenzo Renzi, che ha scritto la prefazione al libro, ritiene la parte dedicata all’Oscurità migliore di quella dedicata alla Luce, perché meglio riflette, secondo Renzi, l’aspirazione poetica dell’autore che è severa, estranea all’aneddotico, all’episodico, all’occasionale.
A dar ragione alla preferenza del prefatore sono poesie come questa:
“Non posso scrivere che di sfumature;/ non di ignoti universi ma di suoni/ che si scontrano e si baciano,/ parole che prima non erano./ Cosa potrò mai chiarirti/ sulla certezza del sapere?/ Al cospetto dell’esistenza/ posso soltanto chiedermi, chiedere./ Di certo non mi amerai per questa mia viltà;/ non ti biasimo./ Tu sai bene che ammiro/ il vigore del tuo intelletto/ la tua caparbietà luciferina;/ ma preferisco stare/ tra quelli che mancano/ erranti per tortuosi sentieri./ Distogli dunque per sempre il tuo sguardo/ da questa barca che ondeggia e s’inclina/ per i mari vasti dell’ignoranza.”
Un libro, questo di Nicastro, che sicuramente ci aiuta a riflettere.