I soffi segreti della vita profonda nella poesia di Marco Nicastro

Nicastro Marco 500Recensione a cura di Chiara Carla da FROSINONE MAGAZINE
I soffi segreti della vita profonda nella poesia di Marco Nicastro

Lorenzo Renzi, nella prefazione a questa raccolta di poesie di Marco Nicastro, Il buio e la luce (Aljon Editrice, 2016), parla giustamente di un autore che “non vola basso, come fa spesso oggi chi scrive versi, cercando di acchiappare la poesia con picchiate verso terra come fanno le rondini con le zanzare”, quasi a sottolineare l’attenzione del poeta verso il rigore espressivo che lo porta a volare alto:
“Non posso scrivere che di sfumature;/ non di ignoti universi ma di suoni/ che si scontrano e si baciano,/ parole che prima non erano./ Cosa potrò mai chiarirti/ sulla certezza del sapere?/ Al cospetto dell’esistenza/ posso soltanto chiedermi, chiedere./ Di certo non mi amerai per questa mia viltà;/ non ti biasimo./ Tu sai bene che ammiro/ il vigore del tuo intelletto/ la tua caparbietà luciferina;/ ma preferisco stare/ tra quelli che mancano/ erranti per tortuosi sentieri./ Distogli dunque per sempre il tuo sguardo/ da questa barca che ondeggia e s’inclina/ per i mari vasti dell’ignoranza.”
Da qui nasce la tendenza della parola a isolarsi, rivelando a nudo la sua remota radice sentimentale e rivestendosi di un alone misterioso riassunto in clausole, definizioni, interrogazioni.
È un ammirevole sforzo quello di Marco Nicotera e sorprende questa sua idea poetica vibrante e sommessa ai soffi segreti della vita profonda.