Pierino Gallo, Geometria dell’inganno

geometrie

newCollana L’Agave
pp. 62, Euro 11,00
ISBN 978-88-96313-02-2

Geometrie dell’inganno di Pierino Gallo è il terzo volume della collana di poesia L’Agave di Aljon Editrice
Se volessimo risalire all’antefatto genetico di queste Geometrie dell’inganno di Pierino Gallo, dovremmo necessariamente addentrarci in un’intricata ragnatela di rapporti, convergenze e, perché no, anche divergenze fra tre realtà che si fondono, autonome e indipendenti, nell’ essenza e  nella sostanza di un percorso poetico  già ben delineato.
La prima realtà è quella del poeta. Egli ha bisogno, come direbbe Keats, di  “un ricco coinvolgimento” che gli riveli all’inizio ben più di quanto gli sia effettivamente noto. E glielo riveli come da un oscuro impulso dove si percepisce con chiarezza non  la poesia ma ciò che viene prima della poesia, “l’aura – suggerirebbe Zolla –  che risulta dal convergere dei significati sottintesi o suggeriti e dal gioco dei contesti.”
La seconda realtà è quella di una  forte vicinanza del poeta al mondo dell’arte. Non a caso il libro è dedicato a Francesca Rizzuto, una  presenza importante nel mondo dell’arte contemporanea calabrese e non soltanto calabrese. Molte delle suggestioni che si respirano in poesie come “Il bugiardo”, “Visito spesso” Pierino Gallo li  ha attinte  nelle sue visite nell’atelier della Rizzuto. Non solo. Lo stesso richiamo a De Chirico nella poesia “Le gobbe della luna”, a Klimt in “Splende come d’avorio” rafforzano questa sua vicinanza.
La terza realtà evidenzia il coinvolgimento assoluto di Pierino Gallo nel Libro che accoglie tutti i libri della grande poesia e della letteratura. La prova evidente è nel sottotitolo, ovvero i soavi licor e i succhi amari, versi tratti da La Gerusalemme liberata di Tarquato Tasso ( Così all’egro fanciul porgiamo aspersi/Di soavi licor gli orli del vaso:/ Succhi amari, ingannato, intanto ei beve/E dall’inganno suo vita riceve.) E poi il richiamo nel testo a Montale, Neruda, Edgar Allan Poe…

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